Do it yourself: la rivoluzione del fai da te e del riciclo

Prima negli Stati Uniti e ora in Europa, la moda del DIY sta spopolando in tutti i campi dall’alimentazione alla moda con cibi, abiti e gioielli fai da te.

 

Di solito in Europa le novità arrivano quando ormai negli Stati Uniti sono diventate già parte integrante della cultura dominante.

Al contrario in America ci si accorge che un fenomeno è diventato dilagante quando viene consacrato da un acronimo.

È stato questo il caso del Diy, ovvero il “do it yoursel” che ha conquistato dignità di fenomeno e di tendenza di massa, impossessandosi di un’intera generazione.

Che il fai-da-te sia diventato una vera e propria ossessione è stato confermato anche dalla creazione del sito-enciclopedia Wikihow, strutturato sul modello di Wikipedia: un progetto collaborativo finalizzato a costruire un manuale gratuito del “Come si fa”.

 

Un ruolo determinante in tutto questo ha avuto senza dubbio la crisi economica che rende più attenti alle spese e più propensi al recupero, all’invenzione, alla manualità. Una cosa è certa, ormai il fai-da-te non è più soltanto un hobby, ma piuttosto uno stile di vita. L’arte di arrangiarsi è diventata infatti cultura di massa: lo dimostrano, per esempio, il minore utilizzo di artigiani a domicilio (sempre più cari) per le riparazioni domestiche e la moda sempre più diffusa di coltivare l’orto sul balcone di casa.

 

In Italia, gli appassionati di fai-da-te si riuniscono in rete e si scambiano consigli. E da questa tendenza sta sviluppando un vero e proprio mercato.

Sempre più numerosi infatti sono i negozi dedicati agli utensili necessari per applicarsi nelle arti manuali e ancora di più gli e-commerce in rete che permettono a chiunque di diventare un abile artigiano.

Ne è un esempio ArtBijoux un portale interamente dedicati ai gioielli fai da te, che mette a disposizione dei suoi clienti perline, swarovsky, fimo e tutti gli utensili indispensabili per poter creare a casa la bigiotteria preferita.

 

Da poco è stata creata anche Etsy, la più grande piazza virtuale completamente dedicata alle creazioni fatte a mano da artisti e artigiani. Cinque milioni di iscritti, 724 milioni di visitatori al mese e un profitto complessivo non trascurabile. A fondarlo è stato Rob Kalin, 29 anni, che ha preso in prestito dal latino l’espressione “et si” (“e se…”).

 

Come c’era da aspettarselo questa contro-rivoluzione industriale nata dal basso ha travolto quindi in larga misura anche la moda: le vere Etsy-aholic leggono ogni giorno la newsletter quotidiana sul meglio delle creazioni di design (Etsy Finds), di moda (Etsy Fashion), fino ai must have per un matrimonio (Etsy Weddings). Una vera e propria comunità planetaria di creativi, che comprende sia veri esperti che principianti, uniti dal file rouge del confronto e dello scambio di idee, dove gli stessi acquirenti possono entrare direttamente in contatto con i designer per chiedere personalizzazioni o proporre idee.

 

 

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