Anelli trilogy, solitari e fedine come promessa d’amore

L’usanza di regalare alla propria amata un anello di fidanzamento come promessa di amore eterno ha delle origini antichissime: scopriamole insieme.

 

L’anello di fidanzamento non è un semplice gioiello, ma un simbolo ricco di significati e dietro al quale si nasconde una tradizione la cui origine risale a svariati secoli fa.

Tra le tipologie di anelli più conosciuti e desiderati in assoluto dalle donne oggi ci sono: gli anelli solitario, gli anelli trilogy, ben riconoscibili perché composti da tre pietre preziose che simboleggiano la promessa di amore eterno (ieri-oggi-domani) ed infine la classica fedina.

 

Vi proponiamo un viaggio attraverso la storia per andare a scoprire come e quando sia cominciata la tradizione di quest’immortale pegno d’amore.

 

Fin dai tempi più remoti il dono di un anello rappresenta il suggello di una promessa d’amore: tra gli egizi e i greci era in voga l’uso di consacrare le future nozze con un pegno d’amore che il fidanzato donava all’amata; presso i Visigoti e Germani l’anello aveva valore di contratto nuziale, da onorare obbligatoriamente. Tuttavia è soltanto con l’avvento dell’epoca romana che la tradizione di suggellare una unione con un anello si consolida definitivamente.

È sempre durante l’epoca dei romani che si diffonde l’uso di indossare l’anello sull’anulare della mano sinistra; veniva scelto questo dito perché si credeva che da qui partisse una vena diretta al cuore, la cosiddetta vena amoris.

 

Perché la storia degli anelli di fidanzamento inizi ad essere indissolubilmente legata a quella dei diamanti è però necessario attendere ancora qualche secolo. La prima testimonianza di un diamante regalato come anello di fidanzamento risale al 1477, anno in cui l’Arciduca Massimiliano d’Austria donò a Maria di Borgogna un anello d’oro sovrastato da un brillante. Da quella data in poi questa è divenuta una tradizione rimasta viva nei secoli, diventando una tappa fissa del cammino matrimoniale stesso.

 

Ad inizio del ‘900, però, l’usanza di regalare un diamante in occasione del matrimonio subì una forte crisi dovuta principalmente a due fattori: la grande depressione e la seconda guerra mondiale.

Con il passare degli anni e della crisi però il caro vecchio diamante sembrava aver perso ogni tipo di fascino. Finché, nel 1974, la De Beers (leader mondiale che si occupa del rinvenimento di diamanti) commissionò una campagna pubblicitaria alla U.S. advertising agency N.W. Ayer & Son. Il risultato fu una trovata di grandissimo successo, resa celebre e immortale dall’intramontabile slogan: «Un diamante è per sempre».

Questa operazione fu in grado di far risorgere completamente il mercato americano dei diamanti: nel 1939 solo il 10 percento degli anelli avevano diamanti, mentre nel 1990 furono ben l’80 percento.

 

 

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