Come isolare il sottotetto di una copertura industriale

Isolare termicamente un edificio è un’operazione che non ammette lavori improvvisati e affidati ai primi sprovveduti, soprattutto se l’edificio è ad uso industriale. In un edificio industriale, infatti, il calore può accumularsi all’interno dell’edificio sia a causa di processi di lavorazione specifici, sia per via dell’irraggiamento nella stagione estiva e può provocare un forte aumento di temperatura, rendendo invivibile l’ambiente interno in cui gli operatori sono costretti a lavorare quotidianamente. La vivibilità e il comfort termoigrometrico, infatti, non vanno ricercati solo negli ambienti residenziali, ma anche in quelli lavorativi, luoghi questi ultimi in cui solitamente si trascorre almeno un terzo dell’intero giorno.

L’isolamento per gli edifici industriali

I capannoni industriali sono edifici che solitamente si sviluppano in lunghezza e presentano un’altezza superiore ai tre metri, facendo sì che i moti convettivi dell’aria che si riscalda all’interno dell’edificio siano ampi e generino un aumento di temperatura che cresce dal piano di calpestio al sottotetto. Inoltre, la superficie coperta di un capannone industriale è notevolmente ampia e questo fa sì che nei periodi estivi la copertura irradiata dai raggi solari raggiunga temperature elevate, fino a 70°C, soprattutto se il manto bituminoso presenta un colore scuro, il quale assorbe maggiormente il calore. Ciò permette di capire quanto sia importante realizzare coperture che isolino termicamente dal calore.

L’isolamento termico di una copertura industriale può essere effettuato in diversi modi. Ciò dipende dal tipo di copertura, che, a causa della sua superficie molto estesa, presenta delle notevoli differenze con le coperture che solitamente coprono edifici residenziali, per forma e per disomogeneità di materiale (si pensi alla presenza di superfici vetrate).

Se la copertura presenta un sottotetto è consigliabile partire proprio dal sottotetto per isolarla termicamente la copertura. Nel 90% dei casi è possibile agire direttamente sui sottotetti delle coperture industriali per ottenere un buon risultato di coibentazione. L’intervento meno invasivo, ma più efficace in rapporto con il prezzo, è sicuramente il riempimento del sottotetto con fibra di cellulosa, un materiale isolante naturale, proveniente dal riciclo di carta di giornale. La fibra di cellulosa è un materiale isolante molto vantaggioso per numerosi motivi: innanzitutto ha un basso livello di trasmittanza e allo stesso tempo è un materiale naturalmente traspirante, per cui il calore interno non viene intrappolato sullo strato isolante generando condensa, inoltre è un materiale molto leggero, caratteristica ottimale per un uso in copertura; il processo di lavorazione della fibra di cellulosa e la materia prima da cui deriva rendono la scelta di tale materiale un atto di sostenibilità ambientale.

Nel caso in cui non esista il sottotetto ma sia possibile ridurre l’altezza utile del capannone, una soluzione interessante viene data dall’inserimento di una struttura in cartongesso al di sotto del soffitto del capannone, riempito con un materiale isolante sfuso leggero, come lo è la fibra di cellulosa. In tal caso il risparmio economico è evidente ma ancor di più lo è quello energetico e il comfort termico che si percepisce fin da subito.

Esistono soluzioni progettuali per l’isolamento termico di capannoni industriali e sportivi che variano in base alla tecnologia costruttiva della copertura e si può intervenire dall’esterno attraverso la realizzazione di una copertura a ventilazione naturale o l’aggiunta di un materiale isolante al di sopra della struttura, inserito nella stratificazione della sezione in copertura, oppure agire dall’interno, con l’aggiunta di un materiale isolante al di sotto della struttura, opportunamente agganciato alla struttura di copertura.

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